Il timore di diventare obsoleti per l'AI tocca 7 lavoratori su 10, secondo la ricerca HR Trends 2026 di Randstad Professional.

7 su 10lavoratori che temono di diventare obsoleti per l'AI
84% contro 47%lavoratori che si sentono pronti, contro chi ritiene pronta la propria azienda
34%lavoratori che segnalano ancora una mancanza di formazione sull'AI

Fonte: Randstad Professional Leaders Search & Selection, HR Trends 2026 (comunicato stampa Randstad del 30/09/2026 e pagina della ricerca)

In molte PMI manifatturiere c'è una persona che da anni sa quale fornitore sbaglia i prezzi in fattura e quale bolla va ricontrollata. Un giorno vede arrivare un agente AI scelto nell'ufficio del titolare, e nessuno le ha spiegato a cosa serve.

Per agente AI qui si intende un software che legge documenti come bolle e fatture e scrive i dati nel gestionale, lasciando alle persone i casi che non riconosce. Se chi conosce il processo lo vive come un rivale, il progetto rischia di fermarsi ben prima di arrivare al gestionale.

Questa figura è il responsabile del processo: in produzione è il capo reparto, in amministrazione è il responsabile dell'ufficio acquisti. Dal suo coinvolgimento dipende la riuscita del progetto più che dalla scelta del software.

Le risposte di HR e lavoratori a confronto

La ricerca Randstad mette accanto le risposte dei responsabili HR e quelle dei lavoratori. Hanno risposto 780 lavoratori di aziende italiane. Dall'altra parte ci sono 275 responsabili HR italiani (direttori o manager).

DomandaResponsabili HRLavoratori
L'HR sta sostenendo le competenze sull'AI59%31%
Reazione più frequente al timore di diventare obsoletiresistenza al cambiamento (56%)desiderio di formarsi (53%)

L'ufficio del personale vede un sostegno che i lavoratori percepiscono solo in parte. Il 34% dei lavoratori segnala ancora una mancanza di formazione sull'AI.

Pesa anche il modo in cui l'AI entra in azienda, perché chi la riceve già decisa non ha avuto voce sul progetto. Secondo il comunicato, nel 51% dei casi è stata introdotta dall'alto, per decisione della leadership. Più di rado l'iniziativa parte da manager o team operativi, nel 36% dei casi.

L'84% dei lavoratori si sente pronto al cambiamento. Solo il 47% ritiene pronta la propria azienda. Il dato suggerisce che il timore riguardi meno le proprie capacità e più il sostegno che l'azienda offre.

Dove nasce la resistenza in azienda

Quando l'agente arriva già deciso, chi registra le bolle da anni lo scopre in riunione, senza che nessuno gli abbia chiesto come si controlla davvero una fattura o come si gestisce un fornitore che manda documenti incompleti. La resistenza parte spesso da qui, prima che da dubbi sulla tecnologia.

In una PMI il passaggio decisivo è il responsabile del processo. Se partecipa dall'inizio, porta nel progetto i casi difficili che nessun fornitore di software conosce.

L'azienda Predittiva, un manuale sull'adozione di dati e AI nelle imprese, elenca 6 sfide del cambiamento. Eccone 3, con esempi di come si riconoscono in un ufficio:

Il sapere che sta nella testa dei senior

Anche in produzione conta l'esperienza. In un reparto di saldatura chi ha esperienza guarda un cordone e capisce se il pezzo va scartato, e in ufficio tecnico c'è chi sa quale voce del preventivo ritoccare per un cliente esigente.

Per Randstad, il 38% dei responsabili HR indica, tra le criticità legate ai senior, la tendenza a trattenere conoscenze invece di condividerle.

Il 37% di loro indica il rischio di disperdere know-how con turnover e pensionamenti. In DataDeep vediamo un problema preciso: la dipendenza dalle persone esperte. Certe valutazioni le sa fare solo chi lavora lì da anni, e i più giovani non sono autonomi.

Per questo lo strumento giusto dovrebbe colmare proprio quel divario tra l'esperto e chi è arrivato da poco, senza costringere l'esperto a fare da revisore di tutto.

L'idea è che i casi e le regole descritti dall'esperto restino scritti e che l'agente li applichi. Chi è arrivato da poco usa le stesse indicazioni, mentre il giudizio sulle eccezioni resta all'esperto.

Nel progetto il responsabile del processo diventa l'esperto di processo (SME, nella sigla inglese usata dal libro). Gli SME sono i "responsabili di reparto o i dipendenti che hanno un forte impatto sui processi aziendali".

Spiegare il progetto prima di avviarlo

Il capitolo "Affrontare le sfide del cambiamento" del libro chiede di spiegare l'obiettivo e di coinvolgere le persone presto. I passi che seguono vengono dall'esperienza di progetto, e il titolare li guida in prima persona prima che l'agente legga il primo documento.

Serve anche trasparenza sui tempi, con aspettative realistiche. Il libro avverte che i risultati tangibili arrivano solo dopo un certo periodo, senza fissare una durata, e per questo ai criteri numerici conviene aggiungere una data di verifica scritta insieme all'esperto di processo.

L'obiezione: a cosa servo, se lavora l'agente

Nella riunione di presentazione l'obiezione può arrivare dall'ufficio, a voce bassa. Se l'agente registra le bolle e controlla i prezzi, cosa resta da fare a chi lo faceva prima?

"Con l'AI, il valore del lavoro si sposta sempre più dal ‘fare’ al ‘valutare’: dalla produzione di contenuti alla loro valutazione e interpretazione"Luca Napolitano, Director di Randstad Professional, Leaders Search & Selection, comunicato stampa Randstad del 30/09/2026

La routine passa all'agente, mentre le eccezioni e la decisione finale restano alle persone. In un ufficio acquisti la divisione del lavoro si vede bene:

Fabio Costantini, Senior Vice President di Randstad Professional Italia, cita tra i punti di forza dei senior "la conoscenza del contesto, la capacità di giudizio e l'esperienza nei contesti reali". Secondo Costantini sono caratteristiche "non sostituibili dalla tecnologia".

Quanto lavoro resta alle persone dipende dal processo. Dove il lavoro è fatto quasi solo di eccezioni, come una commessa unica progettata da zero, l'agente serve poco e il progetto va spostato su un processo più ripetitivo.

Dove si inserisce la DataDeep Console

La DataDeep Console lavora sopra i sistemi che l'azienda già usa, dal gestionale al MES, senza sostituirli. I dati e i documenti restano nel perimetro aziendale, con un progetto impostato per rispettare GDPR e AI Act.

Si parte da un solo processo, per esempio la registrazione delle bolle dei fornitori, e il risultato si verifica sui numeri concordati all'inizio. Le differenze di prezzo restano all'ufficio acquisti.

Il prerequisito è un processo definito, con un responsabile disponibile a descrivere i casi. La Console non sostituisce la gestione del cambiamento, che resta un compito del titolare.

Conclusione

I numeri di Randstad descrivono due letture dello stesso cambiamento: quella dell'ufficio del personale, convinto di sostenere le competenze, e quella dei lavoratori, che quel sostegno lo vedono solo in parte.

In una PMI il confronto avviene davanti a documenti precisi: il responsabile dell'ufficio acquisti vede l'agente registrare le righe delle bolle e riceve solo le differenze di prezzo da decidere. Coinvolgerlo costa qualche riunione in più e alcune pratiche riviste insieme, prima di mettere l'agente al lavoro.

Il primo passo è un'ora in agenda con il responsabile del processo, per scrivere su un foglio quali compiti ripetitivi togliere e con quali numeri misurare il risultato.

Fonti